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02.06.2007
Venerdì 25 maggio nella Sala Convegni della Camera di Commercio di Siena
all'interno delle "Settimane dei Vini"

L'importanza dei vitigni in primo piano nella XX Giornata Internazionale Vitivinicola

Esperti europei e produttori a confronto nel convegno organizzato da Ente Mostra Vini Enoteca Italiana in collaborazione con l'Oiv ed il Mipaaf

Analisi, confronto e dibattito sulle prospettive del settore vitivinicolo che punta alla valorizzazione dei propri vitigni per rispondere alle sfide di un mercato sempre più concorrenziale. "I vitigni: valore ed importanza nella caratterizzazione e nella commercializzazione dei vini", questo il titolo del convegno organizzato da Ente Mostra Vini Enoteca Italiana in collaborazione con l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che si è tenuto venerdì 25 maggio nella Sala Convegni della Camera di Commercio di Siena. L'appuntamento ha rappresentato il ventennale per la Giornata Internazionale Vitivinicola che si è inserita nel ricco calendario di appuntamenti della 41esima "Settimana Nazionale dei Vini - Le Settimane dei Vini, il giro d'Italia tra le regioni del Vino".
Il convegno ha visto esperti europei a confronto su una tematica di estrema attualità per il settore con l'obiettivo di tutelare e valorizzare il ricco patrimonio dei vitigni, individuando strade da percorrere e metodi da perseguire.
Numerosi gli argomenti trattati durante il dibattito e diverse le criticità emerse. Prima fra tutte una forte preoccupazione, da parte dei produttori così come degli esperti e dei rappresentanti delle organizzazioni di settore, su quelle che sono normative allo studio, specie in ambito europeo, che rischiano di rivoluzionare un sistema consolidato introducendo i "marchi collettivi" per le produzioni enologiche. Un rischio che andrebbe ad intaccare fortemente la tradizione e la cultura del vino in Paesi come l'Italia ma, soprattutto, potrebbe far venir meno la tipicità e lo stretto legame con il territorio che, da sempre, le produzioni enologiche hanno racchiuso proprio nei vitigni autoctoni. Tutto questo anche alla luce del fatto che, secondo un'analisi approfondita, tutte le imprese di successo hanno sempre puntato sul vitigno come miglior "biglietto da visita" per la propria produzione di qualità. Un processo, quest'ultimo, che ha visto due diversi percorsi: legare la comunicazione del vitigno ad un territorio già noto nel mondo per tipicità oppure, come processo inverso, fare del vitigno e del tema varietale un ottimo strumento di valorizzazione territoriale.
Altro nodo fondamentale sul tema è stato individuato nella necessità di fare sistema fra le diverse aziende produttrici di un territorio che devono perseguire lo stesso obiettivo di valorizzazione del vitigno abbandonando pericolosi individualismi.
Ultimo, non certo per importanza, l'aspetto più scientifico là dove è emerso chiaramente come le tecniche enologiche non devono intervenire fortemente nelle caratteristiche del vitigno ma, anzi, lasciarlo maturare il più possibile fargli esprimere così al meglio le proprie caratteristiche e le tipicità racchiuse nel territorio di produzione.

Sono intervenuti: Flavio Tattarini, Presidente di Enoteca Italiana; Federico Castellucci, Direttore Generale dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino; Antonio Calò e Angelo Costacurta del CRA – Istituto Sperimentale per la Viticoltura; Alain Razungles dell'Ecole Nationale Supérieure d'Agronomie; Luigi Moio dell'Università degli Studi "Federico II" di Napoli; Pau Roca Blasco della Federacion Espanola del Vino; Davide Gaeta della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Verona; Etile Carpenè dell'azienda Carpenè Malvolti; Paolo Mastroberardino dell'azienda Terredora; Antonio Santarelli dell'azienda Casale del Giglio e ancora, Gabriella Ammassari per l'ANCA Lega, Giuseppe Martelli per l'Assoenologi, Domenico Mastrogiovanni per la CIA, Domenico Bosco per la Coldiretti, Luca Giannozzi per la Confagricoltura, Carlo Salvatori per Confcooperative, Stefano Campatelli per la Federdoc, Ottavio Cagiano per la Federvini e Andrea Cecchi per l'Unione Italiana Vini.
Ha concluso i lavori, Mario Catania, Direttore Generale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.




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