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10.09.2007
La campagna divulgativa di Unavini con Enoteca Italiana sui vitigni autoctoni d’Europa

Musica e rime di Bacco, “Vino é” propone

Il 26 ottobre serata di avvio dedicata a melodie e poesia sul vino. Enotest fino al 29 ottobre

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Saranno la musica e i versi dedicati a Bacco, a fare da colonna sonora di apertura del Salone del Vino di Torino, il 26 ottobre 2007 al Lingotto Fiere, dove alle ore 18.30 “Vino é”, la campagna divulgativa di Unavini che in collaborazione con Enoteca Italiana (Siena) promuove i prodotti tipici e i vitigni autoctoni d’Europa, organizza il concerto di gala “Vino a teatro: un calice di musica e poesia”.
Il programma propone brani di musica classica e lirica ispirati al vino, composti da grandi autori del passato. L’esecuzione musicale e il canto si alterneranno con la lettura brani di poesia, per la gioia degli eno-appassionati che avranno la possibilità di apprezzare melodie e rime che affondano le radici nella storia dell’umanità.
L’evento ha infatti lo scopo di diffondere la conoscenza del vino attraverso la cultura e il fascino di discipline legate da tempo immemorabile alle libagioni e ai piaceri collettivi del brindisi e della gioia.
Nell’occasione verrà distribuito il materiale informativo della campagna “Vino é”, che è finanziata con contributi dell’Italia e dell’Unione Europea, rappresentato dagli opuscoli, dalle carte dei vini Doc e Docg e dalle nuove pubblicazioni. Tra questi, “Vino é - Vitigni Autoctoni d’Europa“Vino è – Vitigni autoctoni italiani” e “Vino è – Vitigni Autoctoni d’Europa – Vol. 1 I paesi dell’Area Mediterranea” nonchè in due “Enomappe”, la cartina geografica delle DOC e delle DOCG italiane e la cartina geografica delle zone viticole europee.
Sul finire del 2007 la collana si chiuderà con l’edizione del terzo volume dal titolo “Vino è Vitigni Autoctoni d’Europa – Vol.2 I paesi dell’Europa continentale”, che completerà il primo censimento mai realizzato dei 100 migliori vitigni delle aree vitivinicole del Vecchio Continente.
La collana curata da Mario Busso è realizzata dall’editore piemontese Gribaudo, su iniziativa di Unavini, in collaborazione con l’Enoteca Italiana di Siena.
“Questi vitigni tendenzialmente legati ad una terra, ad un luogo da cui acquisiscono i loro più specifici caratteri, vengono chiamati autoctoni, cioè originari di quella terra - afferma il presidente di Unavini, Gianluigi Biestro - per questo si legano in maniera indissolubile al territorio, alla geografia, alla storia. Ecco perché - continua Biestro - Vino è invita a riscoprire insieme al vino al territorio, le fattorie, i laboratori, il paesaggio, i borghi, i monumenti religiosi e civili. Un legame strettissimo che si propone come un modello di sviluppo sostenibile, di misura e di bellezza diffusa: ciò che si chiama insomma qualità della vita”.
Un messaggio che viene riproposto al Salone del Vino di Torino, dove dal 26 al 29 ottobre, nel padiglione 2 del Lingotto Fiera sulla piattaforma ovale, “Vino é” allestirà il tradizionale Enotest già proposto nel 2007 con grande successo. I visitatori potranno cimentarsi in prove di assaggio per verificare capacità e conoscenze enologiche: l’Enotest prevede infatti la degustazione “bendata” di tre vini in bottiglie rigorosamente anonime, chiuse all’interno di sacchetti neri che ne impediscono di riconoscere sia la forma che l’etichetta. Al termine dell’assaggio, i partecipanti verranno invitati a compilare un questionario i cui risultati, elaborati sul web, contribuiranno a definire il livello di conoscenza e di apprezzamento dei diversi tipi di nettari da parte dei consumatori.
Importante per i vini da vitigni autoctoni è perfezionare le tecniche tradizionali e il patrimonio vitivinicolo alla luce dei risultati delle ricerche scientifiche, agronomiche ed enologiche. “Niente battaglie di retroguardia alla ricerca di un gusto perduto - conclude Biestro -, che non ha nulla a che fare con l’evoluzione delle abitudini di consumo. Le scelte si misurano con il mercato e con i riscontri legati all’effettivo consumo del vino. Oggi non è più sufficiente fare un vino di qualità, e la scelta di promuovere vini autoctoni va spiegata comunicando sempre di più il valore aggiunto che una bottiglia di vino porta con sé in termini di territorio, di cultura del luogo e di storia: per dare dignità al vino e per catturare un consumatore attento e curioso”.



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